Auto aziendale e fringe benefit: la guida del dirigente
Auto aziendale e fringe benefit: barème forfettario o reale, impatto previdenziale e fiscale, riduzione per l'elettrico, e il ruolo semplificatore della locazione a lungo termine.

Il fringe benefit veicolo, con precisione
Mettere un'auto a disposizione di un dirigente non crea, di per sé, un fringe benefit. Ciò che lo genera è l'uso privato: non appena il veicolo può essere utilizzato al di fuori dello stretto ambito professionale — tragitti casa-lavoro, weekend, vacanze —, l'amministrazione considera che l'impresa si faccia carico di una spesa personale del beneficiario. Questo vantaggio diventa allora un complemento di retribuzione, con le conseguenze previdenziali e fiscali che ne derivano.
La distinzione strutturante contrappone il veicolo di funzione (véhicule de fonction), il cui uso privato è autorizzato e che genera un fringe benefit, al veicolo di servizio (véhicule de service), riservato all'attività professionale e che non ne genera — a condizione di poterlo dimostrare (clausola scritta, restituzione nel weekend, assenza di uso privato). Per un dirigente, questo confine è raramente netto: l'auto di direzione è quasi sempre un véhicule de fonction, e va trattata come tale.
Resta da sapere chi è interessato. Un presidente di SAS o SASU, un gerente di minoranza o paritario di SARL sono degli assimilés salariés (assimilati a dipendenti): il loro fringe benefit segue il regime dei dipendenti. Un gerente di maggioranza rientra nel regime dei lavoratori autonomi (travailleurs non salariés), con un trattamento affine nel principio ma distinto nelle modalità. In ogni caso, il vantaggio deve essere valutato, dichiarato e sostenuto.
Forfait o costi reali: l'arbitraggio
Coesistono due metodi per quantificare il vantaggio, e la scelta non è neutra.
Il metodo forfettario applica una percentuale a una base nota — costo d'acquisto o costo annuo di locazione. Ha il pregio della semplicità e della prevedibilità: nessun monitoraggio chilometrico, un valore stabile di mese in mese.
Il metodo al reale ricostruisce il costo effettivamente sostenuto dall'impresa, per poi trattenere la sola quota corrispondente all'uso privato, in proporzione ai chilometri percorsi. Presuppone una contabilità puntuale: libretto di bordo, rilevazioni chilometriche, conservazione dei giustificativi. Diventa vantaggioso quando l'uso privato è ridotto rispetto al chilometraggio totale.
Il datore di lavoro può scegliere il metodo più favorevole, veicolo per veicolo, e rivedere questa scelta ogni anno. Per un dirigente che percorre molti chilometri a titolo professionale, il reale può alleggerire la base imponibile; per chi ricerca la chiarezza, si impone il forfait. Secondo l'URSSAF, spetta proprio al datore di lavoro operare e giustificare questa scelta.
Il barème forfettario dal febbraio 2025
Ecco il punto che ogni dirigente e ogni direttore amministrativo e finanziario devono avere ben presente: il barème forfettario è stato profondamente rivisto. Il decreto (arrêté) del 25 febbraio 2025 innalza i tassi per i veicoli messi a disposizione a partire dal 1° febbraio 2025. I veicoli messi a disposizione prima di tale data conservano il vecchio barème: coesistono dunque due regimi, e la data di messa a disposizione diventa un dato da tracciare con cura.
Per un veicolo acquistato dall'impresa, il fringe benefit forfettario annuo sale al 15% del costo d'acquisto IVA inclusa (10% se il veicolo ha più di cinque anni), contro il 9% e il 6% precedenti. Se il datore di lavoro si fa carico anche del carburante per uso privato, il tasso sale al 20% (15% oltre i cinque anni), salvo aggiungere i costi reali di carburante al forfait di base.
Per un veicolo a noleggio o in locazione a lungo termine, il vantaggio è ora valutato al 50% del costo globale annuo — vale a dire il canone, la manutenzione e l'assicurazione, tasse comprese —, contro il 30% del regime precedente. Con il carburante a carico, la base raggiunge il 67% del costo globale, oppure il 50% maggiorato dei costi reali di carburante.
Il salto è reale: su una berlina di rappresentanza, passare dal 30% al 50% del costo annuo modifica sensibilmente la base imponibile. Da qui l'interesse di verificare la propria flotta esistente e, per ogni nuova messa a disposizione, di integrare questo barème fin dalla decisione. Le griglie dettagliate, regolarmente aggiornate, sono riportate da riferimenti in materia di paghe come LégiSocial.
Elettrico e ibrido: la riduzione decisiva
Il legislatore ha mantenuto un regime di favore per l'elettrico, e si tratta probabilmente della leva più potente a disposizione del dirigente. Per un veicolo funzionante esclusivamente a elettricità, messo a disposizione tra il 1° febbraio 2025 e il 31 dicembre 2027, il fringe benefit forfettario beneficia di una riduzione del 70%, con un massimale di 4.582 € all'anno nel 2025 (4.641,60 € nel 2026).
Due condizioni e una sfumatura meritano attenzione. Innanzitutto, il veicolo deve rispettare un punteggio ambientale minimo, allineato all'ammissibilità al bonus ecologico: non tutti i modelli elettrici sono automaticamente interessati. Inoltre, le spese di elettricità sostenute dal datore di lavoro per la ricarica, come la messa a disposizione di una colonnina, sono escluse dalla base imponibile, sia in caso di valutazione forfettaria che al reale.
Attenzione invece a una confusione frequente: gli ibridi plug-in non beneficiano di questa riduzione. Sono trattati come veicoli termici. Per un dirigente indeciso tra un modello ibrido plug-in e un 100% elettrico ammissibile, la differenza di trattamento previdenziale può pesare molto nella decisione — al pari del budget o dell'uso reale.
Il costo reale per il dirigente
Il fringe benefit non è un regalo neutro: è una retribuzione in natura. In quanto tale, rientra nella base contributiva e nel reddito imponibile del beneficiario.
Per un dirigente assimilato a dipendente, il vantaggio figura sulla busta paga, sopporta i contributi a carico del dipendente e aumenta il netto imponibile: il dirigente paga quindi imposte su un vantaggio che non percepisce in denaro. Per un gerente di maggioranza, il vantaggio si aggiunge alla retribuzione soggetta ai contributi dei lavoratori autonomi. In entrambi i casi, sottovalutare la base imponibile espone a un accertamento, e il vecchio riflesso del tasso del 9% applicato a una messa a disposizione recente è oggi un errore costoso.
È proprio qui che l'elettrico ammissibile assume tutto il suo senso: la riduzione del 70% riduce meccanicamente la base contributiva e fiscale a carico del dirigente, per un uso spesso identico. Un modello come l'Audi S5, o una berlina di prestigio di rappresentanza, si valuta tanto sul suo barème di fringe benefit quanto sulla sua scheda tecnica.
Il costo reale per l'impresa
Sul fronte dell'impresa, il fringe benefit sopporta contributi a carico del datore di lavoro, e il suo finanziamento obbedisce a proprie regole di deducibilità.
I canoni di una locazione a lungo termine costituiscono oneri esterni deducibili dal risultato. Ma la deduzione non è illimitata: la quota del canone corrispondente all'ammortamento del veicolo è soggetta a un massimale in base alle emissioni di CO2, secondo il modello delle regole di ammortamento descritte nel BOFiP. I massimali abituali sono di 30.000 € (meno di 20 g/km), 20.300 € (da 20 a 59 g), 18.300 € (da 60 a 155 g) e 9.900 € oltre tale soglia. La frazione eccedente viene riassorbita fiscalmente ogni anno, per tutta la durata del contratto.
A ciò si aggiungono le tasse sull'affectation dei veicoli da turismo, che hanno sostituito la vecchia TVS: una tassa annuale sulle emissioni di CO2 e una tassa annuale sulle emissioni di inquinanti atmosferici, dettagliate da Service-Public. I veicoli esclusivamente elettrici ne sono esentati per quanto riguarda il CO2. L'equazione è coerente: una stessa scelta — un veicolo elettrico premium ammissibile — ottimizza contemporaneamente la base del fringe benefit, i massimali di deducibilità e la fiscalità di flotta.
La locazione a lungo termine, un'equazione chiara
È qui che il modello di EVO LUXURY prende tutto il suo senso. In locazione a lungo termine "tutto compreso" (LLD), l'impresa non iscrive il veicolo a bilancio e non gestisce né il valore residuo, né la rivendita.
Soprattutto, la base del fringe benefit diventa limpida. Il forfait locazione si applica al costo globale annuo: canone, manutenzione, assicurazione. Ed è proprio questo il perimetro di un contratto premium tutto compreso. Un canone, una base nota, un fringe benefit prevedibile: il dirigente e il direttore amministrativo e finanziario dispongono di una cifra stabile, senza dover ricostruire spese sparse. I servizi inclusi — manutenzione, assistenza, assicurazione — evitano spese accessorie da riclassificare, e una flotta di alta gamma elettrificata apre l'accesso alla riduzione.
Che la scelta ricada su una berlina di prestigio, un SUV premium come riferimento di rappresentanza, o una firma come la Mercedes Classe S, la logica resta la stessa: un quadro contrattuale chiaro al servizio di un'equazione fiscale controllata.
La tabella di marcia del dirigente
In sintesi, alcuni accorgimenti permettono di mettere in sicurezza il tema in modo duraturo:
- Qualificare l'uso: veicolo di funzione o di servizio, e documentare la clausola corrispondente.
- Scegliere il metodo forfettario o reale, veicolo per veicolo, e rivederlo ogni anno.
- Verificare la data di messa a disposizione per applicare il barème corretto, prima o dopo il 1° febbraio 2025.
- Privilegiare un veicolo elettrico ammissibile per beneficiare della riduzione del 70% e delle esenzioni di flotta.
- Anticipare la riassorbimento fiscale legato ai massimali di deducibilità in base al tasso di CO2.
- Tracciare il vantaggio sulla busta paga o sulla retribuzione del dirigente.
- Far validare l'operazione dal proprio commercialista prima di ogni messa a disposizione.
Se ben costruita, un'auto aziendale resta un formidabile strumento di retribuzione e di immagine. Se mal calibrata, espone a un recupero contributivo e a una tassazione inutile. Tra le due situazioni, la differenza sta nel rigore del calcolo e nella chiarezza del contratto.
Questo articolo presenta il quadro generale del fringe benefit veicolo alla data di pubblicazione e non costituisce una consulenza fiscale o previdenziale personalizzata. I barèmes, i massimali e le condizioni di ammissibilità evolvono regolarmente. Prima di ogni decisione, verificate la vostra situazione con il vostro commercialista o il vostro consulente.